supervisione per i professionisti delle relazioni di aiuto

Le professioni d’aiuto comprendono tutti quei “mestieri” che lavorano a stretto contatto e con un forte investimento relazionale con gli utenti: psicologo, medico, insegnante, educatore, prete… sono tutte figure che si trovano ad accogliere, in maniere diverse, una qualche domanda di aiuto. La capacità empatica con cui questi professionisti svolgono il loro lavoro non è solo predittiva del buon esito del loro intervento, ma anche e soprattutto della soddisfazione con cui continueranno a portare avanti il loro mandato.

Non è raro infatti che il forte stress emotivo a cui sono sottoposti questi professionisti, spesso lasciati soli e sovraccaricati dall’istituzione (scuola, ospedale…) nella quale sono inseriti, rechi un duplice danno:

  • sul lavoro: un operatore poco motivato, che fatica a collaborare coi colleghi, infastidito dalle richieste degli utenti, distaccato emotivamente;
  • a casa: una persona stanca, soggetta a scoppi d’ira, che trascura gli affetti e le relazioni sociali e spesso accusa sintomi fisici come emicrania, disturbi del sonno, della respirazione e della digestione.

Il lavoro dell’insegnante, del medico e di qualunque professionista delle relazioni d’aiuto richiede quindi una particolare cura del proprio stato emotivo e benessere psicologico ed una profonda conoscenza del ruolo che i propri affetti e le proprie emozioni giocano nel determinare lo sviluppo e l’esito di una situazione.

La supervisione è uno strumento indispensabile

La supervisione sui casi è lo strumento indispensabile per ogni professionista che vuole entrare in rapporto in modo sano, oltre che con l’utente, anche con se stesso, riconoscendo le proprie emozioni, acquisendo consapevolezza e prendendosi cura delle proprie disfunzionalità nel rapporto con se stesso e con l’altro.

Anche chi opera come volontario in contesti sociali (Croce Rossa, parrocchie, associazioni di volontariato in carcere o in ospedale…) si trova nella stessa posizione di vulnerabilità degli operatori professionisti e può quindi beneficiare di un percorso di supervisione. Lo stesso vale per i militari delle Forze dell’Ordine (per i quali è anche in essere una convenzione).

È possibile prendere un appuntamento sia per una supervisione individuale che di equipe, definendo incontri periodici o una tantum su necessità. Per le equipe, offro inoltre la possibilità di effettuare la supervisione presso la sede di lavoro/volontariato.